Quattro giorni di passione per prepararsi alla partita del secolo, quattro giorni dopo le immani fatiche britanniche, dove la testa e i muscoli erano ai
minimi termini, quattro giorni, troppo pochi forse, ma anche no, perché comunque sufficienti
a recuperare le energie e a superare di forza e di carattere l’ambiziosa e
abulica Germania, in una partita, dove lo score
poteva e doveva essere anche altamente superiore per il numero elevato di
occasioni create da parte degli azzurri e non tutte finalizzate al meglio…
Non è un sogno, è tutto vero, in 40 minuti, con una doppietta del rinato
Balotelli, risvegliatosi nel momento più opportuno, abbiamo liquidato i ragazzi
di Joachim Low, quelli che ci dovevano annientare, quelli che dovevano
sovvertire la tradizione a loro sfavorevole nei confronti con l’Italia, quelli
che non volevano guardare al passato, anzi facevano finta di non ricordare,
forse perché fa male rimembrare 40 anni d’insuccessi, di colpi inferti senza
mezzi termini…
E invece ieri a dare una lezione di calcio siamo stati noi per 90 interi
minuti, subendo solo nei 4 minuti di recupero la disperata reazione tedesca
culminata nel rigore di Ozil, pagando la stanchezza arretrata dei tempi
supplementari con l’Inghilterra, ma alla fine portando a casa una
qualificazione alla finalissima del tutto insperata all’inizio del nostro
percorso verso la Polonia…
E’ superfluo parlare dei singoli, perché il successo è ascrivibile ad
ogni membro di questa compagine, ad ogni reparto che ha funzionato alla
perfezione: a cominciare dalla difesa, impeccabile, e consentitemi di dire, quasi
completamente bianconera, dunque garanzia indiscussa di vittoria, con a capo
Gigi, il capitano dei capitani, arrabbiato a fine gara per il troppo rispetto
nei confronti di una maglia che ama alla follia, per una porta che vuole
difendere sempre ad ogni costo, per un risultato che per acclarata e
comprensibile fatica rischiava un’ingiusta compromissione in extremis…
Mentre al centro del campo ha regnato sovrano come sempre il solito
grande Andrea Pirlo, coadiuvato dal principino Marchisio, con due polmoni
grandi così, con chilometri macinati da fare invidia a un maratoneta e col solo
rammarico di non aver trovato per ben due volte la via del gol che meritava
assolutamente. Un plauso ovviamente va a un ritrovato Montolivo, che pian piano
ha sgretolato anche le mie personali perplessità e ovviamente anche a De Rossi
che non è mai una sorpresa, ma una costante certezza…
E nella serata decisiva, per sfociare ancora una volta nell’amarcord, perché
a noi piace sempre sfogliarli i ricordi, uno ad uno, ripetutamente, dopo il
risveglio di Pablito Rossi nel’82, quello di Schillaci nel ’90, e di Roberto
Baggio nel ’94, ecco il risveglio di Super Mario Balotelli, quello che vorremmo
sempre, sicuro, impavido, concreto e realizzativo, con due gol da vero
rapinatore d’area, di quelli che ti lasciano inebetito, come la faccia impotente
di Neuer quando è stato trafitto…
Mai discusso il giocatore, semmai solo le sue intemperanze, quelle stesse
che disturbavano il suo talento e il suo rendimento, facendo di lui una bomba
inesplosa, e fornendoci il quadro di un’atleta svogliato e sempre arrabbiato col
mondo per restituirci un campione che quando fa gol finalmente sorride e fa
sorridere anche noi…Non dimentichiamoci di Cassano, che nella sua abituale ora
di autonomia ha saputo incidere come meglio poteva, confezionando in
particolare un assist al bacio a Balotelli che poteva e doveva solamente
infilare comodamente in rete…
Onore ovviamente a Prandelli che ha saputo aspettare, ha saputo
incassare colpi da tutte le parti, come un novello Cassius Clay, e intanto ha
lavorato per migliorare un gruppo che non si conosceva, ma ha imparato a farlo
giorno dopo giorno, instillando in questi ragazzi una sete di vittorie che li
ha portati fino a questo punto e ovviamente si spera anche oltre, fino all’obiettivo
finale, quello più agognato!
In questo calcio fatto di scommesse e di sentenze di tribunale, emesse
prima di un regolare processo, nessuno avrebbe “scommesso” un euro su questa
nazionale, quella stessa squadra che doveva tornare a casa perché composta, a detta
di molti, giornalisti, pseudo-tifosi e quanti altri, da un coacervo di
milionari delinquenti e avidi, quella stessa per la quale le medesime persone
elemosinano adesso un improvvisato sentito Forza azzurri, un grazie Buffon
(quello passibile di denunce e perquisizioni), un grazie Bonucci (quello “avvisato”
e “graziato”), e un grazie blocco-Juve (la squadra più “ladra” d’Italia che ha
infangato il calcio italiano)!!! Che strano, nessuno che dica “grazie Inter”, “ops”,
dimenticavo, non c’è nemmeno un’interista in squadra a risollevare le sorti
italiche!!!
Mi sembra un film già visto, tutti pronti a prenotare il biglietto per “l’eventuale”
carro dei vincitori, che come sempre sarà affollato di sostenitori last-minute,
come il nostro nuovo premier che domenica sarà a Kiev, quello stesso tizio occhialuto
e saccente, che capendo di calcio quanto io capisca di alta finanza, aveva
preventivato la chiusura degli stadi per almeno 2 anni…boh, probabilmente lo
spread basso gli aveva dato alla testa e ora che è salito è rinsavito!!!
Miracoli dell’economia, forse legati agli onori salvati proprio su un
rettangolo di gioco e non sul tavolo delle trattative!!!
Fosse scesa in campo la cancelliera tutta d’un pezzo, con l’autorità che
le è congeniale, sarebbe stata tutt’altra partita, a un certo punto c’avrà
pensato anche Low, Merkel al posto di Gomes, sarebbe stato l’unico modo per
affondare l’Italia, cosa che alla teutonica Angela riesce benissimo da un po’ di
tempo a questa parte!
Ma ad affondare nella propria arroganza è stata la Germania, così sicura
di sé, così spavalda, perché, per dare inizio al festival dei luoghi comuni,
ieri sera la pizza ha arrotolato i wurstel, e la birra è annegata in un
bicchiere di buon vino…
E ora che l’ansia accumulata si è risolta in una gioia imprevista,
inattesa, sembra quasi rimanere una sensazione di vuoto, di inappagato, perché come
ha detto il nostro capitano in nottata e come ha ribadito oggi, seppur straordinario
quanto fatto finora, ancora non abbiamo vinto niente e non c’è nulla di cui
festeggiare…perché i grandi successi si costruiscono un po’ come le case, a
piccoli passi, prima il progetto, poi le
fondamenta, ma non è finita lì, occorrono anche robusti pilastri, mura
imponenti e un solido tetto per formare un edificio saldo e resistente…
Dunque massima concentrazione e un ultimo sforzo per sorprendere noi e voi,
e per regalarci un sogno a portata di mano…”l’invincibile armada” di Del Bosque
non sarà per sempre invincibile, in fondo lo abbiamo dimostrato anche noi nella
partita d’esordio del girone di qualificazione, e allora ancora altri 2 giorni
per consegnare agli annali l’Europeo 2012, rivestendolo magari d’azzurro, e sognando
le copertine dei giornali piene del sorriso smagliante di Gigi Buffon, smagliante
tanto quanto la Coppa che, si spera, avrà tra le mani e solleverà fiero, nella
più bella delle eventualità, fino al cielo!!!



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