venerdì 29 giugno 2012

Auf wiedersehen Deutschland: una sublime Italia affonda i titanici alemanni!!!



Quattro giorni di passione per prepararsi alla partita del secolo, quattro giorni dopo le immani fatiche britanniche, dove la testa e i muscoli erano ai minimi termini, quattro giorni, troppo pochi forse, ma anche no, perché comunque sufficienti a recuperare le energie e a superare di forza e di carattere l’ambiziosa e abulica Germania, in una partita, dove lo score poteva e doveva essere anche altamente superiore per il numero elevato di occasioni create da parte degli azzurri e non tutte finalizzate al meglio…

Non è un sogno, è tutto vero, in 40 minuti, con una doppietta del rinato Balotelli, risvegliatosi nel momento più opportuno, abbiamo liquidato i ragazzi di Joachim Low, quelli che ci dovevano annientare, quelli che dovevano sovvertire la tradizione a loro sfavorevole nei confronti con l’Italia, quelli che non volevano guardare al passato, anzi facevano finta di non ricordare, forse perché fa male rimembrare 40 anni d’insuccessi, di colpi inferti senza mezzi termini…

E invece ieri a dare una lezione di calcio siamo stati noi per 90 interi minuti, subendo solo nei 4 minuti di recupero la disperata reazione tedesca culminata nel rigore di Ozil, pagando la stanchezza arretrata dei tempi supplementari con l’Inghilterra, ma alla fine portando a casa una qualificazione alla finalissima del tutto insperata all’inizio del nostro percorso verso la Polonia…

E’ superfluo parlare dei singoli, perché il successo è ascrivibile ad ogni membro di questa compagine, ad ogni reparto che ha funzionato alla perfezione: a cominciare dalla difesa, impeccabile, e consentitemi di dire, quasi completamente bianconera, dunque garanzia indiscussa di vittoria, con a capo Gigi, il capitano dei capitani, arrabbiato a fine gara per il troppo rispetto nei confronti di una maglia che ama alla follia, per una porta che vuole difendere sempre ad ogni costo, per un risultato che per acclarata e comprensibile fatica rischiava un’ingiusta compromissione in extremis…

Mentre al centro del campo ha regnato sovrano come sempre il solito grande Andrea Pirlo, coadiuvato dal principino Marchisio, con due polmoni grandi così, con chilometri macinati da fare invidia a un maratoneta e col solo rammarico di non aver trovato per ben due volte la via del gol che meritava assolutamente. Un plauso ovviamente va a un ritrovato Montolivo, che pian piano ha sgretolato anche le mie personali perplessità e ovviamente anche a De Rossi che non è mai una sorpresa, ma una costante certezza…



E nella serata decisiva, per sfociare ancora una volta nell’amarcord, perché a noi piace sempre sfogliarli i ricordi, uno ad uno, ripetutamente, dopo il risveglio di Pablito Rossi nel’82, quello di Schillaci nel ’90, e di Roberto Baggio nel ’94, ecco il risveglio di Super Mario Balotelli, quello che vorremmo sempre, sicuro, impavido, concreto e realizzativo, con due gol da vero rapinatore d’area, di quelli che ti lasciano inebetito, come la faccia impotente di Neuer quando è stato trafitto…

Mai discusso il giocatore, semmai solo le sue intemperanze, quelle stesse che disturbavano il suo talento e il suo rendimento, facendo di lui una bomba inesplosa, e fornendoci il quadro di un’atleta svogliato e sempre arrabbiato col mondo per restituirci un campione che quando fa gol finalmente sorride e fa sorridere anche noi…Non dimentichiamoci di Cassano, che nella sua abituale ora di autonomia ha saputo incidere come meglio poteva, confezionando in particolare un assist al bacio a Balotelli che poteva e doveva solamente infilare comodamente in rete…

Onore ovviamente a Prandelli che ha saputo aspettare, ha saputo incassare colpi da tutte le parti, come un novello Cassius Clay, e intanto ha lavorato per migliorare un gruppo che non si conosceva, ma ha imparato a farlo giorno dopo giorno, instillando in questi ragazzi una sete di vittorie che li ha portati fino a questo punto e ovviamente si spera anche oltre, fino all’obiettivo finale, quello più agognato!


In questo calcio fatto di scommesse e di sentenze di tribunale, emesse prima di un regolare processo, nessuno avrebbe “scommesso” un euro su questa nazionale, quella stessa squadra che doveva tornare a casa perché composta, a detta di molti, giornalisti, pseudo-tifosi e quanti altri, da un coacervo di milionari delinquenti e avidi, quella stessa per la quale le medesime persone elemosinano adesso un improvvisato sentito Forza azzurri, un grazie Buffon (quello passibile di denunce e perquisizioni), un grazie Bonucci (quello “avvisato” e “graziato”), e un grazie blocco-Juve (la squadra più “ladra” d’Italia che ha infangato il calcio italiano)!!! Che strano, nessuno che dica “grazie Inter”, “ops”, dimenticavo, non c’è nemmeno un’interista in squadra a risollevare le sorti italiche!!!

Mi sembra un film già visto, tutti pronti a prenotare il biglietto per “l’eventuale” carro dei vincitori, che come sempre sarà affollato di sostenitori last-minute, come il nostro nuovo premier che domenica sarà a Kiev, quello stesso tizio occhialuto e saccente, che capendo di calcio quanto io capisca di alta finanza, aveva preventivato la chiusura degli stadi per almeno 2 anni…boh, probabilmente lo spread basso gli aveva dato alla testa e ora che è salito è rinsavito!!! Miracoli dell’economia, forse legati agli onori salvati proprio su un rettangolo di gioco e non sul tavolo delle trattative!!!

Fosse scesa in campo la cancelliera tutta d’un pezzo, con l’autorità che le è congeniale, sarebbe stata tutt’altra partita, a un certo punto c’avrà pensato anche Low, Merkel al posto di Gomes, sarebbe stato l’unico modo per affondare l’Italia, cosa che alla teutonica Angela riesce benissimo da un po’ di tempo a questa parte!
Ma ad affondare nella propria arroganza è stata la Germania, così sicura di sé, così spavalda, perché, per dare inizio al festival dei luoghi comuni, ieri sera la pizza ha arrotolato i wurstel, e la birra è annegata in un bicchiere di buon vino…

E ora che l’ansia accumulata si è risolta in una gioia imprevista, inattesa, sembra quasi rimanere una sensazione di vuoto, di inappagato, perché come ha detto il nostro capitano in nottata e come ha ribadito oggi, seppur straordinario quanto fatto finora, ancora non abbiamo vinto niente e non c’è nulla di cui festeggiare…perché i grandi successi si costruiscono un po’ come le case, a piccoli passi,  prima il progetto, poi le fondamenta, ma non è finita lì, occorrono anche robusti pilastri, mura imponenti e un solido tetto per formare un edificio saldo e resistente…

Dunque massima concentrazione e un ultimo sforzo per sorprendere noi e voi, e per regalarci un sogno a portata di mano…”l’invincibile armada” di Del Bosque non sarà per sempre invincibile, in fondo lo abbiamo dimostrato anche noi nella partita d’esordio del girone di qualificazione, e allora ancora altri 2 giorni per consegnare agli annali l’Europeo 2012, rivestendolo magari d’azzurro, e sognando le copertine dei giornali piene del sorriso smagliante di Gigi Buffon, smagliante tanto quanto la Coppa che, si spera, avrà tra le mani e solleverà fiero, nella più bella delle eventualità, fino al cielo!!!

Noi ci crediamo, Spagna arriviamo!!!

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