lunedì 2 luglio 2012

Spagna-Italia 4-0: l’Europa non ci vuole bene!!!



Dopo 12 anni, la maledizione continua, quella stessa che ci vede puntualmente arrivare a un passo da un sogno per poi risvegliarci bruscamente, sebbene le condizioni rispetto al "disgraziato" Euro 2000 siano differenti, dato che ieri sera oltre alla sfortuna, ha avuto purtroppo il sopravvento anche la nostra incredibile stanchezza, unitamente alla  brillantezza spagnola , ma l’amaro in bocca che rimane è lo stesso, come il rammarico, ancora una volta, di poter solamente sfiorare  quel trofeo continentale, così tanto agognato e così inafferrabile…

Sembrava tutto possibile, dopo le imprese con Inghilterra e Germania, dove con classe e abnegazione eravamo andati avanti, mostrando un gioco a tratti brillante, per non parlare del match inaugurale con gli stessi spagnoli, dove per 60 minuti eravamo riusciti a tener loro testa, segnando anche per primi, prima di farci beffare da Fabregas…

E ieri sera il biscotto non fatto, il “favore” reso all’Italia in fase di qualificazione lo abbiamo pagato con gli interessi, venendo piegati da un 4 a 0, forse anche troppo pesante, da parte di una Spagna che non era nemmeno al top e che se lo fosse stata, forse ci avrebbe umiliati ancora di più…

Eravamo esausti sin dal primo minuto, le fatiche dei 120 minuti con gli inglesi hanno pesato come non mai, i tempi ristretti, gli infortunati, recuperati troppo in fretta, e poi infortunati di nuovo, hanno fatto il resto, vedi Chiellini, uscito dopo 10 minuti, e Thiago Motta, entrato nel secondo tempo e poi subito uscito per reiterati acciacchi muscolari, episodio che ci ha costretto a giocare in 10, già sotto di due gol, per il resto della gara, condizione che ha inciso decisamente sul pesante risultato finale…

Era impossibile a quel punto recuperare, nonostante qualche tentativo di arrivare dalle parti di Casillas, strepitoso su una botta di Di Natale, ma quando anche Bonucci e Balzaretti hanno accusato i crampi, allora tutto si è trasformato in un’impresa epica, dove siamo andati avanti per inerzia e per quel briciolo di forza, ma proprio un briciolo, che ancora ci rimaneva…

Ora appare inutile cercare i colpevoli, anche se qualche responsabilità è addebitabile a Prandelli per non aver provato a schierare gli uomini più freschi, in nome di un 11 che aveva in testa come quello giusto; Giovinco e Diamanti in panchina scalpitavano e con tutto il rispetto per Cassano, ma ieri, complice il trauma distorsivo che lo attanagliava, non doveva stare in campo, in quanto assente totalmente…

E vabbè…è anche vero che su questa squadra non ci avrebbe scommesso nessuno, eppure siamo arrivati in finale, ma è stato un work in progress continuo, con diversi cambi di modulo e di uomini che non hanno giovato…

In fondo, però, ce la siamo giocata, con sprazzi di classe che hanno fatto bene al cuore, vedi Pirlo e Buffon, con momenti di gloria  e di estasi assoluta, vedi Inghilterra e Germania, che ci hanno riconciliato, semmai ce ne fosse stato bisogno con la nazionale, restituendoci un orgoglio italico da troppo tempo sopito e che in fondo grazie al calcio, quel calcio che, se per molti rappresenta la fonte di tutti i mali dell'umanità, anche per qualcuno ieri impropriamente presente in tribuna d’onore, sa sempre farci unire, esaltare e gioire tutti insieme, come in nessun'altra occasione!!!

Le lacrime di Pirlo, Bonucci e quanti altri toccano il cuore per un traguardo solo accarezzato e fortemente desiderato, ma non mi sento di dire nient’altro che grazie a questi ragazzi che in ogni caso hanno dato tutto quello che potevano, fino all’ultima goccia di sudore, anche se non è bastato come doveva!!!

Un grazie davvero di cuore a tutti per le emozioni che ci hanno regalato, per averci comunque insegnato a sognare di nuovo, in un momento in cui i sogni latitano e aggrapparsi anche a un pallone che rotola, al colpo di un campione, è come tornare a respirare...purtroppo nello sport, come nella vita del resto, a vincere è il più forte e noi evidentemente non lo eravamo, ma quel tripudio di colori e di bandiere in giro per le città, quell’inno di Mameli risuonante a gran voce sono istanti che non dimenticheremo mai, fermo-immagini che rimarranno nel cuore e nella mente per non andarsene mai più, insieme a quella sensazione di fierezza di essere italiani che di questi tempi è davvero un optional

Forse la nostra vittoria è proprio questa, anche se morale, perché sul campo è di nuovo la Spagna a primeggiare e il cielo adesso è rosso fuoco sopra Kiev…chi ci restituira l’azzurro??? Il tempo forse ce lo dirà!!!

Intanto avanti Italia, nonostante tutto!!!

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