“O si fa l’Italia o si muore”
diceva in tempi remoti Garibaldi e ieri a morire di ansia e tensione per 90
minuti siamo stati soprattutto noi tifosi, con le nostre coronarie debitamente
messe a dura prova fino alla conclusione del nostro match e poi ancora per un
altro minuto e mezzo, sino al fischio finale di Spagna-Croazia dove il
temutissimo biscotto alla fine non è stato consumato…
2 a 0 il risultato finale di
una partita che dovevamo vincere ad ogni costo, con un orecchio alle notizie
provenienti da Danzica, dove gli iberici, inchiodati sullo 0 a 0 fino al’88’,
hanno trovato solo allora il gol vittoria che ha sancito il loro primo posto
nel girone e il nostro secondo, con una qualificazione acciuffata veramente per
il rotto della cuffia…
E allora “gracias España, muchas
gracias”, perché se solo la Croazia avesse segnato un gol, a quest’ora saremmo
stati su un aereo, direzione Italia, ad aspettare arance o pomodori in faccia…ma
la dea bendata, prendendo le sembianze delle Furie Rosse, ha saputo scrivere un
finale fortunatamente ben diverso per noi che ora festeggiamo, dopo essere
riusciti a complicarci la vita come al solito…
E’ la storia della nostra
nazionale, fatta di tentennamenti, salvezze in extremis e poi apoteosi; la
gioia adesso è grande, ma quanta sofferenza abbiam dovuto patire per agguantare
una vittoria su una squadra che poi così tanto irresistibile non era, ai fini
di una qualificazione che per altre compagini è stata poco più che una
passeggiata??? E’ vero che il girone non era dei più facili, ma noi ce l’abbiamo
messa tutta per rendere tutto ancora più difficile!!!
E paradossalmente, nell’unica
vittoria in tre partite, nel match più decisivo di tutti, abbiamo fornito una
delle prestazioni più opache, laddove grinta, cuore e orgoglio hanno sopperito
alla scarsa lucidità e alle lacune tattiche, palesemente dimostrate, fatta
eccezione per alcuni elementi, vedi Marchisio, sempre brillante, Barzagli, la
solita roccia, De Rossi, a tutto campo e Buffon, la saracinesca.
Proprio nella partita-clou,
Prandelli ha deciso di cambiare tutto, rivoluzionando l’assetto della squadra,
sebbene il 3-5-2 e i suoi interpreti precedenti, a mio avviso non avessero demeritato, Balotelli a parte! Dunque passaggio “obbligato” al 4-4-2, col
sacrificio di Giaccherini e Maggio a centrocampo, di Bonucci in difesa, e di Balotelli
in attacco, dopo le deludenti prestazioni, con Di Natale e Cassano come coppia
offensiva prescelta. Spazio quindi ad Abate e Balzaretti come esterni
difensivi, coadiuvati al centro da Chiellini e Barzagli e centrocampo composto
da De Rossi, Pirlo e Marchisio, con Thiago Motta trequartista improvvisato.
La gara, evidentemente
condizionata dai nervi, si è aperta con un erroraccio d’intesa tra Thiago Motta
e Pirlo con un pallone vagante che per poco non mandava in gol gli irlandesi,
ma per fortuna Gigi c’era!!! Per un’abbondante mezzora la confusione del nostro
gioco regnava sovrana e faticavamo a creare occasioni, anche perché il genio di
Pirlo sembrava in ferie e spentosi il faro giocavamo al buio, con De Rossi e
Marchisio a lottare su ogni pallone come due veri leoni e un Thiago Motta tutt’altro
che irresistibile e forse fuori stagione perché non è periodo di “panettone”.
Cassano e Di Natale, poco serviti, si muovevano generosamente, cercando di
creare qualche preziosa occasione, mentre Balzaretti e Abate mostravano
velocità nelle incursioni offensive, ma poca lucidità davanti alla difesa
irlandese, pronta a contrastarli puntualmente…
La svolta è arrivata al 35’,
sugli sviluppi di un calcio d’angolo Fantantonio svettava più in alto di tutti
e infilava in rete con un colpo di testa all’indietro per l'uno a zero azzurro...prodigioso il suo gol,
considerando che non è un gigante...e
pensare che per un attimo esitavamo anche a festeggiare perché un difensore
dell’Irlanda respingeva il pallone già entrato, ma il giudice di linea e lo
stesso De Rossi, appostato praticamente dentro la porta, ci davano la conferma
del vantaggio e allora tutti pronti a esplodere di gioia, anche se la strada
del trionfo era ancora lunga…
Ancora qualche complicazione
sui contropiedi “irish” e poi il primo tempo è volato via con gli azzurri
momentaneamente in vantaggio e addirittura primi nel loro girone, mentre Spagna
e Croazia rimanevano bloccate sullo 0 a 0. Al ritorno in campo, partenza sprint
per l’Italia con due clamorose occasioni di Di Natale e Cassano, dunque sprazzi
di bel gioco e poi di nuovo oblio, forse per la tensione, forse perché l’Irlanda
dimostrava un orgoglio ammirevole nonostante l’eliminazione acquisita, e poi
anche la tegola, Chiellini dopo un intervento in scivolata rimaneva a terra,
per lui infortunio muscolare e forse Europeo finito, non ci voleva! Dunque
dentro Bonucci, senza nemmeno riscaldarsi, a dar man forte alla difesa orfana
del centrale bianconero e subito entrato in partita, con qualche buon
inserimento anche in attacco.
Intanto dentro Diamanti per
Cassano e poi il “bocciato” Balotelli a rilevare Di Natale, quindi spazio a un
miracolo di Buffon su un’insidiosa punizione di Andrews. Nel frattempo a
Danzica, in piena zona Cesarini segnava la Spagna con Jesus Navas, la notizia
giungeva immediata a Poznan dove la panchina azzurra cominciava ad esultare,
anche se col risultato di uno a zero, fino alla fine aleggiava lo spettro del
pareggio…ma a scacciare i fantasmi ci pensava a 90’ inoltrato proprio il
resuscitato Balotelli, che sugli sviluppi di un calcio d’angolo realizzava lo
splendido gol del 2 a 0 e della sicurezza acquisita con una semi-rovesciata…Bene,
molto bene…meno bene la sua non esultanza e la sua reazione polemica con
qualche “complimento” di troppo a non si sa chi, puntualmente tamponato da
Bonucci, che tappandogli la bocca s’improvvisava “difensore” degli impulsi
Balotelliani..il talento c’è, ma l’uomo è ancora lontano dall’essere…
Cakir decretava la fine del
nostro match, mentre a Danzica si continuava a giocare nel più lungo minuto e
mezzo per tutti noi, dove l’arrivo del fischio finale metteva fine alle nostre
paure, facendoci saltare di una gioia incontenibile per i quarti raggiunti
nella maniera più rocambolesca possibile…
E ora che il biscotto si è
sciolto, torniamo a lavorare, perché gli angoli da smussare son davvero tanti,
l’orgoglio ci ha portato a Kiev il 24 giugno, contro chi lo sapremo stasera, ma
a portarci ancora più lontano dovranno essere le gambe…
Dunque forza Azzurri,
proviamo a spingerci un po’ più in là, che sia Francia, Inghilterra o Ucraina, dobbiamo
e possiamo farlo!!!
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