martedì 19 giugno 2012

Italia-Irlanda 2-0: l’orgoglio italico e la correttezza iberica ci portano ai quarti di finale



“O si fa l’Italia o si muore” diceva in tempi remoti Garibaldi e ieri a morire di ansia e tensione per 90 minuti siamo stati soprattutto noi tifosi, con le nostre coronarie debitamente messe a dura prova fino alla conclusione del nostro match e poi ancora per un altro minuto e mezzo, sino al fischio finale di Spagna-Croazia dove il temutissimo biscotto alla fine non è stato consumato…

2 a 0 il risultato finale di una partita che dovevamo vincere ad ogni costo, con un orecchio alle notizie provenienti da Danzica, dove gli iberici, inchiodati sullo 0 a 0 fino al’88’, hanno trovato solo allora il gol vittoria che ha sancito il loro primo posto nel girone e il nostro secondo, con una qualificazione acciuffata veramente per il rotto della cuffia…

E allora “gracias España, muchas gracias”, perché se solo la Croazia avesse segnato un gol, a quest’ora saremmo stati su un aereo, direzione Italia, ad aspettare arance o pomodori in faccia…ma la dea bendata, prendendo le sembianze delle Furie Rosse, ha saputo scrivere un finale fortunatamente ben diverso per noi che ora festeggiamo, dopo essere riusciti a complicarci la vita come al solito…

E’ la storia della nostra nazionale, fatta di tentennamenti, salvezze in extremis e poi apoteosi; la gioia adesso è grande, ma quanta sofferenza abbiam dovuto patire per agguantare una vittoria su una squadra che poi così tanto irresistibile non era, ai fini di una qualificazione che per altre compagini è stata poco più che una passeggiata??? E’ vero che il girone non era dei più facili, ma noi ce l’abbiamo messa tutta per rendere tutto ancora più difficile!!!

E paradossalmente, nell’unica vittoria in tre partite, nel match più decisivo di tutti, abbiamo fornito una delle prestazioni più opache, laddove grinta, cuore e orgoglio hanno sopperito alla scarsa lucidità e alle lacune tattiche, palesemente dimostrate, fatta eccezione per alcuni elementi, vedi Marchisio, sempre brillante, Barzagli, la solita roccia, De Rossi, a tutto campo e Buffon, la saracinesca.

Proprio nella partita-clou, Prandelli ha deciso di cambiare tutto, rivoluzionando l’assetto della squadra, sebbene il 3-5-2 e i suoi interpreti precedenti, a mio avviso non avessero demeritato, Balotelli a parte! Dunque passaggio “obbligato” al 4-4-2, col sacrificio di Giaccherini e Maggio a centrocampo, di Bonucci in difesa, e di Balotelli in attacco, dopo le deludenti prestazioni, con Di Natale e Cassano come coppia offensiva prescelta. Spazio quindi ad Abate e Balzaretti come esterni difensivi, coadiuvati al centro da Chiellini e Barzagli e centrocampo composto da De Rossi, Pirlo e Marchisio, con Thiago Motta trequartista improvvisato.

La gara, evidentemente condizionata dai nervi, si è aperta con un erroraccio d’intesa tra Thiago Motta e Pirlo con un pallone vagante che per poco non mandava in gol gli irlandesi, ma per fortuna Gigi c’era!!! Per un’abbondante mezzora la confusione del nostro gioco regnava sovrana e faticavamo a creare occasioni, anche perché il genio di Pirlo sembrava in ferie e spentosi il faro giocavamo al buio, con De Rossi e Marchisio a lottare su ogni pallone come due veri leoni e un Thiago Motta tutt’altro che irresistibile e forse fuori stagione perché non è periodo di “panettone”. Cassano e Di Natale, poco serviti, si muovevano generosamente, cercando di creare qualche preziosa occasione, mentre Balzaretti e Abate mostravano velocità nelle incursioni offensive, ma poca lucidità davanti alla difesa irlandese, pronta a contrastarli puntualmente…

La svolta è arrivata al 35’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo Fantantonio svettava più in alto di tutti e infilava in rete con un colpo di testa all’indietro per l'uno a zero azzurro...prodigioso il suo gol, considerando che non è un gigante...e pensare che per un attimo esitavamo anche a festeggiare perché un difensore dell’Irlanda respingeva il pallone già entrato, ma il giudice di linea e lo stesso De Rossi, appostato praticamente dentro la porta, ci davano la conferma del vantaggio e allora tutti pronti a esplodere di gioia, anche se la strada del trionfo era ancora lunga…

Ancora qualche complicazione sui contropiedi “irish” e poi il primo tempo è volato via con gli azzurri momentaneamente in vantaggio e addirittura primi nel loro girone, mentre Spagna e Croazia rimanevano bloccate sullo 0 a 0. Al ritorno in campo, partenza sprint per l’Italia con due clamorose occasioni di Di Natale e Cassano, dunque sprazzi di bel gioco e poi di nuovo oblio, forse per la tensione, forse perché l’Irlanda dimostrava un orgoglio ammirevole nonostante l’eliminazione acquisita, e poi anche la tegola, Chiellini dopo un intervento in scivolata rimaneva a terra, per lui infortunio muscolare e forse Europeo finito, non ci voleva! Dunque dentro Bonucci, senza nemmeno riscaldarsi, a dar man forte alla difesa orfana del centrale bianconero e subito entrato in partita, con qualche buon inserimento anche in attacco.

Intanto dentro Diamanti per Cassano e poi il “bocciato” Balotelli a rilevare Di Natale, quindi spazio a un miracolo di Buffon su un’insidiosa punizione di Andrews. Nel frattempo a Danzica, in piena zona Cesarini segnava la Spagna con Jesus Navas, la notizia giungeva immediata a Poznan dove la panchina azzurra cominciava ad esultare, anche se col risultato di uno a zero, fino alla fine aleggiava lo spettro del pareggio…ma a scacciare i fantasmi ci pensava a 90’ inoltrato proprio il resuscitato Balotelli, che sugli sviluppi di un calcio d’angolo realizzava lo splendido gol del 2 a 0 e della sicurezza acquisita con una semi-rovesciata…Bene, molto bene…meno bene la sua non esultanza e la sua reazione polemica con qualche “complimento” di troppo a non si sa chi, puntualmente tamponato da Bonucci, che tappandogli la bocca s’improvvisava “difensore” degli impulsi Balotelliani..il talento c’è, ma l’uomo è ancora lontano dall’essere…

Cakir decretava la fine del nostro match, mentre a Danzica si continuava a giocare nel più lungo minuto e mezzo per tutti noi, dove l’arrivo del fischio finale metteva fine alle nostre paure, facendoci saltare di una gioia incontenibile per i quarti raggiunti nella maniera più rocambolesca possibile…

E ora che il biscotto si è sciolto, torniamo a lavorare, perché gli angoli da smussare son davvero tanti, l’orgoglio ci ha portato a Kiev il 24 giugno, contro chi lo sapremo stasera, ma a portarci ancora più lontano dovranno essere le gambe…

Dunque forza Azzurri, proviamo a spingerci un po’ più in là, che sia Francia, Inghilterra o Ucraina, dobbiamo e possiamo farlo!!! 

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